Come pecore perdute
18 agosto 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 18,12-14 (Lezionario di Bose)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 12«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? 13In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. 14Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
Anche in questo brano Gesù ci stupisce sulla gestione degli affari. Qualche capitolo precedente ci parlava di un seminatore che usciva e spargeva il seme quasi a caso, senza valutare la fertilità del terreno e dunque sprecando molto seme. Oggi abbandona il gregge per andare a cercare una pecora smarrita.
Queste azioni ci sembrano incomprensibili e insensate se le guardiamo dal punto di vista più scontato, ovvero dalla parte delle pecore che non si sono smarrite e che sono rimaste disciplinate nel gregge. Ma siamo sicuri di appartenere a quella parte del gregge? O meglio, siamo sicuri che esistono delle pecore che non si smarriscono mai? O forse può capitare a chiunque di noi di perdere la strada e di non ritrovarla o anche semplicemente di non ritrovarsi?
Se noi riusciamo a dirci che è possibile che ogni tanto sbagliamo strada, possiamo essere certi che comunque il Signore è con noi, anche o soprattutto quando ci smarriamo. Come dice il brano del Vangelo di oggi, egli ci viene a cercare senza calcolare i propri interessi o i rischi che derivano dalla sua ricerca. Egli va in cerca di chi si è smarrito perché sa bene che il senso di smarrimento molte volte è dovuto a un senso di abbandono e già solo la sua presenza e vicinanza permette a chi si è smarrito di tornare. Il luogo dove uno si è smarrito è il luogo di cura e di ricerca del Padre.
Il brano di oggi inizia con la domanda: “Che cosa ne pensate?”. Gesù ci chiede di ragionare e soprattutto ci chiede cosa pensiamo di questo modo di fare sicuramente non immediato per noi, ma nel momento in cui ci fermiamo e meditiamo sulla possibilità di percorrere una strada per noi sconosciuta e che non avremmo imboccato subito, ci permette di conoscere e sperimentare l’amore e la cura inclusiva del Padre.
Egli si prende cura di tutto il gregge e di ciascuna pecora. Andando a cercare quella smarrita fa in modo che non si perda per sempre, e, rivolgendo ad essa la sua attenzione dà un messaggio di speranza a chi, in quel momento è nel gregge.
Infine egli non abbandona il gregge per andare in cerca di quella smarrita, ma, proprio mentre mostra attenzione a chi si è allontanato, si prende cura del gregge indicandogli la strada da percorrere: quella di non lasciare indietro nessuno e di credere che nel momento del bisogno non siamo abbandonati. E quando il Signore ci raggiungerà là dove noi siamo, gioirà con noi.
sorella Beatrice