Credere in Gesù: cosa significa?

Foto di Annie Spratt su Unsplash
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30 aprile 2026

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 7,14-24 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 14quando ormai si era a metà della festa delle Capanne, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. 15I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». 16Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. 17Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. 18Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c'è ingiustizia. 19Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». 20Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». 21Disse loro Gesù: «Un'opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. 22Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione - non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi - e voi circoncidete un uomo anche di sabato. 23Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? 24Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!».


Gesù non ha seguito l’invito da parte dei suoi fratelli in Galilea di andare a Gerusalemme per manifestarsi ai Giudei e imporsi loro con i suoi miracoli. Ma mentre glielo chiedevano, di fatto, non credevano in lui, non aderivano alla sua parola, ci dice Giovanni nei versetti precedenti il nostro brano. 

Gesù, una volta partiti i suoi fratelli per la festa a Gerusalemme sembra ripensarci e si avvia più tardi, già a festa iniziata, e si reca direttamente al Tempio. Lì sia il popolo che alcuni capi dei giudei lo cercavano e si interrogavano su di lui. 

Di fatto erano due ricerche diverse: c’era chi cercava Gesù perché il suo insegnamento e i suoi segni avevano destato interiormente non solo curiosità ma fiducia, e chi invece lo cercava per coglierlo in fallo, e quindi accusarlo e ucciderlo. 

C’è infatti, anche per noi, una ricerca autentica che porta alla vita e una ricerca che produce solo morte. Non si può restare indifferenti di fronte alla figura di Gesù: o lo si accetta o lo si rinnega e quindi lo si accusa di falsità.

Le domande che si pongono alcuni capi dei giudei e il popolo sull’identità di Gesù sono le domande che i cristiani fin dalle origini si sono posti e che continuiamo a porci ancora noi oggi.

Gesù risponde con la sua Parola, con il suo insegnamento: insegnamento che dichiara ricevuto da Colui che l’ha inviato, suo Padre, Dio. Di nuovo siamo ricondotti al centro della fede: credere è credere che Gesù è veramente il Figlio di Dio, da lui inviato per dimostrare il suo amore a noi che siamo tutti suoi figli, tutti fratelli e sorelle.

Sono frasi che ci ripetiamo tante volte, quasi per abitudine. Aderirvi veramente, far sì che determinino il nostro vivere ogni giorno, le nostre scelte, il nostro sentire, il nostro agire, i rapporti tra di noi è certo più difficile. Ma questa rivelazione è la grande verità che sola può sostenere e dare senso alla nostra vita: non siamo abbandonati alla vita, ma amati, voluti, per amare a nostra volta.

Si tratta di non rimanere schiavi di noi stessi, pensando alla nostra gloria personale, a quello che ci può procurare vantaggi e far vivere “quietamente”, ma rispondere al dono della vita amando Dio, cioè cercando di fare la sua volontà che è volontà di salvezza per tutti noi.

Tornando al dialogo tra i capi dei giudei e Gesù, questi si interrogano: “Come può costui mettersi al di sopra della legge di Mosé e del sabato?” . Queste sono le accuse contro di lui.

Si stupiscono della conoscenza della Scrittura da parte di Gesù, ma proprio quando Dio in Gesù realizza la sua volontà contenuta nelle Scritture non sono in grado di vedere, di riconoscere in Gesù l’inviato, il Figlio di Dio. 

Gesù non nega i valori della prima alleanza, ma, con un forte rimando ai profeti e alle parole da loro pronunciate nei confronti di un Israele spesso inadempiente nei confronti della Legge, li accusa di aver tradito la Legge mosaica, perché la Legge di Dio consiste concretamente nell’amare Dio e i fratelli, le sorelle, non certo nel renderli prigionieri di norme e sacrificare ad essa l’uomo.

Gesù guarendo ha dato all’uomo la vita piena, di sabato, perché il sabato è per la vita dell’uomo.

Sta a noi oggi giudicare, discernere, capire il desiderio di Dio per noi e per tutta l’umanità e contribuire, con le nostre forze e grazie alla sua presenza accanto a noi, alla realizzazione del suo desiderio di bene per tutti.

sorella Margherita


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